Sacrificio

Da OmraamWiki.
«Ogni problema che dobbiamo risolvere nel corso dell'esistenza, ogni decisione e ogni esperienza riguardano, in un modo o nell'altro, questa domanda: cosa dobbiamo sacrificare per poter beneficiare di una vita ricca e bella? Non avendo capito che cos'è il sacrificio, la maggior parte degli esseri umani lo considera una privazione, una perdita, e in effetti ci sono dei sacrifici che non hanno alcuna giustificazione e che sono quindi delle perdite. Occorre comprendere: fare dei sacrifici, nel senso spirituale del termine, non significa “sacrificarsi”, ma lasciar morire qualcosa di inutile, di nocivo dentro di sé, per ottenere qualcosa di grande, potente, prezioso. Se non si sacrifica in se stessi ciò che è inferiore per far vivere ciò che è superiore, si sacrificherà necessariamente ciò che si ha di meglio a vantaggio degli istinti più grossolani. È impossibile sfuggire a questa legge: la nostra natura superiore può vivere unicamente se le sacrifichiamo la nostra natura inferiore. Ciò che per l'una è la vita, per l'altra è la morte.Il vero sacrificio consiste nel rinunciare al proprio sé umano limitato, debole e povero, per vivere nel proprio Sé divino».[1]


Considerazioni introduttive

Note

  1. Aïvanhov, Pensieri quotidiani 2019, 22.I.

Voci correlate

Collegamenti esterni


Avvertenza per il lettore: la stesura di questa voce, provvisoria ed esemplificativa, è solo un punto di partenza, giacché l'argomento è esaminato da Omraam Mikhaël Aïvanhov nell’ambito di migliaia di conferenze da lui tenute tra il 1938 e il 1985. Il ricercatore troverà importanti aspetti di ulteriore interesse leggendo o ascoltando direttamente le sue conferenze, edite dalla Casa editrice Prosveta, unica ed esclusiva titolare dei diritti sulla sua Opera. Pertanto, questa voce non esprime in modo completo ed esaustivo il pensiero di Aïvanhov sull'argomento.


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